25 Marzo 2020
Stop ai tentativi di speculazioni dei caseifici sul prezzo del latte che viene pagato alla stalla

Coldiretti ha chiesto alla Regione Piemonte i dati sul latte

importato dall’estero. Sinora però nessuna risposta è arrivata

 

TORINO Tutti i giorni 5,7 milioni di litri di latte straniero attraversano le frontiere e invadono l’Italia con cisterna o cagliate congelate low cost, di dubbia qualità. Questo succede in piena emergenza coronavirus, proprio mentre alcune aziende di trasformazione cercano di tagliare i compensi riconosciuti agli allevatori italiani, con la scusa della sovrapproduzione. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati del ministero della Salute relativi ai primi quindici giorni del mese di marzo 2020 sui flussi commerciali dall’estero, in latte equivalente.

«Bisogna fermare qualsiasi tentativo di speculazione sui generi alimentari di prima necessità, come il latte che, sulla base dei dati IRI, nell’ultima settimana di rilevazione sui consumi, ha registrato un balzo del 47% degli acquisti da parte delle famiglie – afferma Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino -. In Piemonte la situazione è assurda se si considera che viviamo un momento di grande richiesta di prodotti lattiero-caseari da parte dei consumatori. Per questo Coldiretti ha sollecitato la Regione Piemonte, per conoscere i dati delle importazioni di latte e per segnalare le speculazioni sul prezzo da parte di alcuni caseifici. A oggi di risposte non ne abbiamo avute».

Michele Mellano, direttore di Coldiretti Torino, rincara: «Chi approfitta della situazione di emergenza deve essere escluso dai fondi pubblici previsti per sostenere il comparto agroalimentare. Abbiamo inoltre chiesto alla Regione Piemonte che si faccia garante e parte attiva per dare continuità ai contratti in essere sul prezzo del latte alla stalla anche per la nuova campagna lattiero-casearia, sia in termini temporali sia economici. In gioco c’è il futuro di un comparto che, in Piemonte, conta una produzione di 10 milioni di quintali annui, da parte di duemila allevamenti».

A livello nazionale Coldiretti ha avviato una rete per monitorare le possibili speculazioni attivando una casella di posta sos.speculatoricoronavirus@coldiretti.it per raccogliere le segnalazioni sulla base delle quali agire a livello giudiziario, se non verranno fornite adeguate motivazioni.

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