9 Gennaio 2020
Coldiretti Torino: « Val di Susa, bene i controlli svolti dall’Asl e dallo Zooprofilattico sulla carne di cinghiale e derivati»

Cinghiale

I controlli sanitari negli allevamenti sono una garanzia

e vanno svolti anche nella macellazione di cinghiali

 

TORINO – «Desta preoccupazione l’allarme trichinellosi che si è verificato in Val di Susa, dove diverse persone, che avevano consumato salumi di carne di cinghiale, hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’ospedale di Susa e dell’Amedeo di Savoia, di Torino, specializzato in malattie infettive». Questo dichiara Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino.

«Per prevenire queste situazioni – aggiunge Fabrizio Galliati – portate dal consumo di salumi “fai da te” sono fondamentali i controlli sanitari, con le stesse modalità utilizzate per gli allevamenti, a garanzia di tutta la filiera, fino ad arrivare al consumatore finale. Alla luce di quanto successo in Val di Susa è opportuno elevare il livello di attenzione per la carne di cinghiale, così come già avviene per tutti gli altri allevamenti delle aziende agricole».

Michele Mellano, direttore di Coldiretti Torino, afferma: «Molto importante è stato il lavoro del Servizio di Igiene degli alimenti della locale Asl che, da subito, ha svolto indagini sulle persone coinvolte, così come fondamentale è stato l’immediato sequestro dei salumi di carne di cinghiale da parte dei veterinari dall’Area B di Igiene degli alimenti. Materiale sequestrato che è stato esaminato – con esito positivo - dall’Istituto zooprofilattico di Torino. Come gli allevamenti delle aziende agricole sono costantemente sottoposti a controlli sanitari e fiscali, Coldiretti ritiene che non ci possano essere eccezioni o deroghe, soprattutto quando si tratta di animali selvatici».

Fabrizio Galliati chiude così: «La trichinellosi era assente da anni in Val di Susa. Questo caso preoccupa, soprattutto se collegato all’ormai eccessiva e incontrollata presenza di cinghiali e di altri selvatici sul nostro territorio che, oltre a devastare le coltivazioni agricole, provocano numerosi incidenti stradali, come Coldiretti ha denunciato con forza nella recente manifestazione che si è svolta a Torino lo scorso 11 dicembre».

 

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