25 Giugno 2012
«Pascoli abusivi: la normativa e’ veramente uguale per tutti?»

Torino – «Nel basso Canavese, nei campi lungo i torrenti Orco e Malone esiste il problema del pascolo abusivo. Si tratta di una questione che si trascina da anni, ma che andrebbe affrontata e risolta una volta per tutte». La segnalazione è di Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Torino, e arriva dopo che, nei giorni scorsi, la Prefettura ha riunito un tavolo di coordinamento alla presenza delle organizzazioni professionali agricole con gli amministratori locali, provinciali, regionali, dirigenti Asl e forze dell’ordine.
   «Vorrei far presente che questo problema riguarda qualche singolo e non coinvolge assolutamente la stragrande maggioranza dei margari piemontesi, che attuano comportamenti corretti durante la transumanza così come in alpeggio – precisa Roberto Moncalvo –. Qui il problema è meramente legato al pascolo abusivo di 500 bovini e 2.000 ovini. Sono episodi circoscritti, soprattutto in tale area, che si ripetono da anni, senza che sinora le autorità competenti abbiano mai preso provvedimenti adeguati. Mi auguro che il tavolo avviato in Prefettura segni un deciso cambio di rotta perché tale situazione non può più essere tollerata».
   Roberto Moncalvo aggiunge: «Dalla riunione è emerso che il pascolo abusivo è ascrivibile a pochi imprenditori e non dovrebbe essere difficile per gli enti preposti procedere con tutti i controlli del caso. Aggiungo di più: non riusciamo a capire come queste aziende, di fatto, in questi anni, sembrano essere riuscite a operare in una sorta di zona franca. Tutte le imprese agricole vengono sottoposte a una serie di controlli, come è giusto che sia: ciò non sembra essere avvenuto per i responsabili del pascolamento abusivo, stanziale. Per questi soggetti, che hanno ripetutamente mostrato di agire in modo tutt’altro che ortodosso rispetto agli usi e consuetudini della zona, chiediamo lo stesso trattamento riservato a tutte le altre imprese agricole. È troppo? La stragrande maggioranza degli agricoltori del Canavese pensa di no».
   «Auspichiamo che, in tempi brevi, il tavolo di coordinamento avviato in Prefettura porti a controllare le poche imprese che con comportamenti spregiudicati danneggiano l’immagine di tutta la categoria dei margari – afferma Diego Furia, direttore di Coldiretti Torino –. Non solo: avremmo anche la curiosità di conoscere quale centro di assistenza agricola continui a sostenere questi soggetti che agiscono ai limiti della legalità, quanto al rispetto della normativa vigente, con danni ingenti alle coltivazioni, rischi sanitari e problemi per la sicurezza della viabilità. Siamo fiduciosi e nutriamo la speranza che si arrivi a individuare soluzioni a questo annoso problema. Ora attendiamo i fatti».

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