29 Giugno 2021
Nel canavese danni da maltempo per migliaia di euro

Domenica 20 giugno tra Favria, Ozegna e Rivarolo è sceso l’inferno

Un violento temporale si è abbattuto su diversi comuni dell'Alto Canavese provocando una raffica di danni. Decine le richieste di intervento al centralino dei vigili del fuoco.

Si sono contate diverse case scoperchiate a Favria e a Ozegna (zona del Bogo), numerosi allagamenti nella zona di Rivarolo Canavese. A Rivarolo è anche caduto un grosso albero a Villa Vallero. Per fortuna non si sono registrati feriti. I vigili del fuoco sono intervenuti aiutati da una trentina di volontari della Protezione Civile per diversi allagamenti e alberi abbattuti dalla furia del vento, ma anche per tettoie divelte, e tetti scoperchiati dalle tegole.

In alcune zone di Rivarolo è saltata anche l'energia elettrica a causa di un palo del servizio di telefonia crollato sulla linea di media tensione. Segnalati numerosi alberi pericolanti sulla provinciale tra Feletto Agliè. Una pianta è caduta sulla provinciale tra Barbania Front Canavese dopo l'incrocio con Vauda. Strada chiusa in attesa della rimozione. Altri alberi abbattuti dal vento anche nel ciriacese. Per fortuna non si sono registrati feriti.

Sono state evacuate tre famiglie, dopo l’allagamento delle rispettive case in seguito alla scoperchiatura dei tetti. E dopo il violento nubifragio di domenica 20 giugno, ora è tempo della conta dei danni. Purtroppo notevole in alcune zone dell'alto Canavese sferzate dal primo temporale tropicale della stagione.

Pesantissimi anche i danni all’agricoltura, a cominciare dai 2000 metri quadri di serre dell'azienda agricola «La Borgheisa» andate completamente distrutte.

«Con il Responsabile dell’Area Tecnica, abbiamo predisposto gli atti d’inagibilità di tre abitazioni di tre famiglie di Favria – ha fatto sapere il sindaco di Favria Vittorio Bellone - e valuteremo tutti gli altri aspetti ancora in sospeso come la richiesta di Stato di Calamità».

«In 50 anni non ho mai visto una cosa del genere – racconta Pierluigi Golzio, agricoltore di Favria, associato Coldiretti. In 5 minuti una tromba d’aria ha fatto volare le tegole del nostro tetto, ha spostato il rimorchio di una ventina di metri, ha allagato le cantine, ma soprattutto ha spezzato il mais. Se l’avesse solo allettato avremmo potuto salvare qualcosa, invece l’ha spezzato a metà e così noi rischiamo di perdere il 90% del raccolto. Non bastavano i cinghiali e le cornacchie, ora anche il maltempo. Abbiamo necessità della richiesta di Stato di calamità, altrimenti quest’anno non ci salviamo».

«Appena ci hanno chiamato siamo venuti a vedere i danni – racconta Massimo Ceresole, segretario di zona Coldiretti di Ivrea e Rivarolo Canavese – e la situazione è davvero drammatica. Sono parecchie le nostre aziende colpite dal maltempo e ci stiamo attivando per assisterle nella richiesta danni e nella compilazione dei documenti necessari da presentare nei comuni».

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