20 Maggio 2021
Coldiretti: «Covid-19, per l’83% degli italiani il Paese deve ripartire dall’agricoltura»

La campagna spinge la transizione ecologica del Recovery Plan

 

Oltre otto italiani su dieci (83%) considerano l’agricoltura importante per il rilancio dell’economia del Paese, con una percentuale di consensi che balzata del 19 per cento nel 2021 rispetto a prima della pandemia. Questo emerge da un’indagine Coldiretti-Notosondaggi diffusa in occasione dell’incontro “L’Italia torna contadina nel tempo del Covid” organizzato con Fondazione Univerde e Campagna Amica a Roma a venti anni esatti dall’approvazione della Legge di Orientamento (la numero 228, del 18 maggio 2001), fortemente sostenuta dalla Coldiretti, che ha rivoluzionato l’agricoltura allargandone i confini dell’attività con nuove e creative opportunità imprenditoriali e professionali. Un evento celebrato da Poste Italiane con uno speciale annullo filatelico.

Nel giro di un ventennio l’agricoltura italiana è così diventata la più green e biodiversa d’Europa con 314 specialità Dop-Igp-Stg riconosciute a livello comunitario e 526 vini a denominazioni di origine e indicazione geografica, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola, la leadership europea nel biologico con 80mila operatori, 40mila aziende agricole impegnare nel custodire semi o piante a rischio di estinzione e il primato della sicurezza alimentare mondiale con il maggior numero di prodotti agroalimentari in regola per residui chimici.

Si è trattato di un’autentica svolta per il lavoro in campagna dove – sottolinea la Coldiretti – le attività vanno oggi dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili. Il risultato è che negli ultimi 15 anni il valore di tali servizi è più che raddoppiato passando da 6 a 12,5 miliardi di euro anno e arrivando a rappresentare oltre il 20 per cento del valore della produzione agricola italiana secondo l’analisi del Crea, Consiglio per la ricerca in agricoltura, su dati Istat relativi alle attività connesse. Il Pnrr, Piano nazionale di ripresa e resilienza, varato dal premier Mario Draghi, riconosce, infatti, al comparto il valore di risorsa strategica e stanzia 5,27 miliardi per economia circolare e agricoltura sostenibile, per investimenti che vanno dalla logistica alle energie rinnovabili, dall’innovazione ai contratti di filiera per i quali Coldiretti e Filiera Italia hanno già pronti numerosi accordi per gli allevamenti da carne e latte, per quelli avicoli, per l’ortofrutta, i cereali e l’olio.

Ma il piano assegna anche altri 1,9 miliardi per lo sviluppo del biometano nel quale l’agricoltura italiana è all’avanguardia. Sfruttando gli scarti agricoli delle coltivazioni e degli allevamenti – sottolinea Coldiretti – i mini impianti per il biometano possono contribuire al raggiungimento dell’obiettivo europeo del contenimento delle emissioni con una evoluzione tecnologica che rappresenta una parte significativa degli sforzi per modernizzare in senso sostenibile l’economia italiana. Nel Recovery Plan – spiega Coldiretti – vengono previsti poi ulteriori 4,38 miliardi di euro per acqua e tutela del territorio e la gestione del patrimonio idrico del Paese fra infrastrutture, riduzione delle perdite di rete e investimenti sull’agrosistema irriguo con il Piano invasi proposto dalla Coldiretti per risparmiare acqua, produrre energia e contrastare il dissesto idrogeologico di fronte ai cambiamenti climatici che hanno provocato danni per 14 miliardi di euro alle produzioni e alle infrastrutture agricole in un decennio.

«Gli agricoltori dell'area metropolitanna di Torino – ricorda il presidente di Coldiretti Torino, Fabrizio Galliati – sono stati pionieri nello sperimentare le possibilità date dalla multifunzionalità prima e dall'economia circolare poi, e rappresentano oggi un'eccellenza, oltre che un laboratorio di innovazione. Le esperienze del biogas sostenibile prima e del biometano poi, con realtà imprenditorali tra le prime in Italia a essere già operative, ma anche i nuovi sistemi irrigui localizzati che sono realtà da tempo, sono per noi fonte di stimolo, orgoglio e ispirazione. Se oggi possiamo ricoprire oggettivamente un ruolo nella definizione delle strade da percorrere come sistema Paese lo dobbiamo anche al coraggio, alla capacità e alla visione delle nostre imprese che abbiamo sostenuto nei loro percorsi di crescita. Oggi abbiamo grandi opportunità e anche grandi responsabilità: se il Paese saprà ascoltarci potremo fare grandi cose, a vantaggio dei cittadini e del nostro territorio».

 

-40-ColdirettiTorino2021

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