29 Luglio 2020
Coldiretti: «Con l’ultimatum di Donald Trump sui nuovi dazi in Piemonte, dopo il Gorgonzola, ora è a rischio l’export di vino»

TORINO - Scade l’ultimatum del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per l’applicazione di nuovi dazi a una lista di prodotti europei che per l’Italia riguarda un valore dell’export di 3 miliardi, e si estende tra l’altro a vino, olio e pasta Made in Italy oltre ai formaggi e salumi che sono stati già colpiti. E’ quanto afferma Coldiretti in riferimento alla conclusione, il 26 luglio scorso, della procedura di consultazione avviata dall’Ustr, Dipartimento del Commercio degli Usa, sulla nuova lista allargata dei prodotti Comunitari da colpire, a seguito della disputa sugli aiuti al settore aereonautico.

Un contenzioso che per l’Italia riguarda i due terzi delle spedizioni agroalimentari totali con gli Usa che minacciano di aumentare i dazi fino al 100 per cento in valore e di estenderli a prodotti simbolo del Made in Italy, dopo l’entrata in vigore il 18 ottobre 2019 delle tariffe aggiuntive del 25 per cento che hanno già colpito tra le varie specialità italiane, il Gorgonzola che ha un grande successo in Europa ed extra Ue, tanto che è particolarmente apprezzato proprio negli Usa che ne assorbe 37 mila forme e il Piemonte, nell’ultimo anno, ne ha prodotto 40 mila tonnellate, circa il 50 per cento della produzione nazionale.

«Gli Stati Uniti sono il principale consumatore mondiale di vino e apprezzano particolarmente quello Made in Piemonte assorbendone il 35 per cento e le esportazioni hanno raggiunto i 200 milioni di euro – commenta Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino -. Per questo Coldiretti chiede di impiegare tutte le energie diplomatiche per superare inutili conflitti che rischiano di compromettere la ripresa dell’economia mondiale duramente colpita dall’emergenza Coronavirus. Dobbiamo difendere un settore strategico per l’Ue che sta pagando un conto elevato per dispute commerciali che nulla hanno a che vedere con il comparto agricolo. Al danno peraltro si aggiunge la beffa poiché il nostro Paese si ritrova a essere punito dai dazi Usa nonostante la disputa tra Boeing e Airbus, causa scatenante della guerra commerciale, sia essenzialmente un progetto franco-tedesco al quale si sono aggiunti Spagna e Gran Bretagna».

 

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