23 Giugno 2020
Coldiretti: con il taglio dell’Iva sostegno all’alimentare Made in Piemonte

Necessaria la riduzione per il rilancio della ristorazione dopo lockdown 

 

TORINO “Tagliare l’Iva sul vino e sui principali prodotti alimentari sicuramente rilancerebbe la ristorazione che sta subendo gli effetti del lockdown, del crollo del turismo e del ridimensionamento dei consumi fuori casa”. Lo afferma Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino, nel commentare l’ipotesi di riduzione dell’Iva annunciata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

La spesa alimentare fuori casa prima dell’emergenza coronavirus – precisa la Coldiretti – era pari al 35 per cento del totale dei consumi a tavola degli italiani. In alcuni settori come quello vitivinicolo la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione con oltre la metà del fatturato. Non a caso sei aziende agroalimentari su 10, secondo una indagine Coldiretti/Ixe’, hanno registrato una diminuzione dell’attività con un impatto che varia da settore a settore.

“Il taglio dell’Iva su beni alimentari essenziali, oltre a giovare sulla spesa delle famiglie più bisognose, può avere un impatto positivo anche sulle imprese agricole e alimentari – continua Fabrizio Galliati -. Coldiretti ha proposto al Governo Conte un piano straordinario per aumentare ad un miliardo di euro la dotazione dei fondi per l’acquisto del cibo destinato agli indigenti, scegliendo solo prodotti agroalimentari 100 per cento Made in Italy, un obiettivo da estendere anche alla ristorazione pubblica con un grande piano di acquisti di prodotti Made in Italy per le mense di scuole, ospedali e caserme. Un piano generale di rilancio che va accompagnato nelle campagne dalla cancellazione, per quest’anno, dei versamenti contributivi dell’imprenditore agricolo e dei propri dipendenti nei settori maggiormente colpiti per sostenere competitività e occupazione. Oltre a questo serve una radicale semplificazione del voucher “agricolo” – conclude Fabrizio Galliati - che possa ridurre la burocrazia e consentire anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne, come la raccolta della frutta e dell’uva per la vendemmia in Piemonte”.

 

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