30 Giugno 2021
Coldiretti chiede misure efficaci per rilanciare gli allevamenti della razza bovina Piemontese

Comparto rilevante per l’economia agricola subalpina

 

«Servono misure efficaci per sostenere l’allevamento della Razza Piemontese, settore strategico per l’economia agroalimentare subalpina. Occorre sensibilizzare le filiere a riconoscere un prezzo adeguato ai nostri allevatori che si stanno facendo carico, oltre alla crisi dovuta alla situazione pandemica, anche dell’aumento delle materie prime come soia e mais, che sono alla base dell’alimentazione dei bovini». Questo chiede Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino, commentando i dati relativi al settore zootecnico regionale che ha chiuso il 2020 con un calo del 7 per cento di produzione e una flessione di fatturato del 3,6 per cento. Un settore che si è mantenuto sopra gli otto miliardi di euro, anche grazie all’export. Sono numeri confermati da un recente studio sulla redditività della Razza Piemontese, redatto dal Coalvi e presentato ai principali operatori del comparto, comprese le Associazioni quali Arap, Anaborapi, Asprocarne, Amici della Piemontese e realtà economiche come La Granda, Compral e Co&Co. Secondo lo studio, oltre il 95 per cento degli allevamenti di Razza Piemontese da mesi sono al limite dell’economicità, soprattutto a causa di una flessione dei prezzi alla stalla realizzati dai bovini maschi, pari al 30 per cento che perdura da più di un anno. Oggi la razza bovina Piemontese nella nostra regione contra più di 300mila capi, distribuiti su 15mila allevamenti.

«Chiediamo di concentrare gli sforzi nella valorizzazione unitaria della razza bovina Piemontese, cercando di sensibilizzare i consumatori verso il consumo della pregiata carne di Piemontese, che indiscutibilmente vanta caratteristiche organolettiche ineguagliabili. – aggiunge Andrea Repossini, direttore di Coldiretti Torino -. L’allevamento dei bovini di  razza Piemontese è un comparto produttivo che contribuisce alla valorizzazione del territorio. Non va dimenticato il ruolo sociale e ambientale di questi allevamenti. La razza bovina Piemontese sfrutta al meglio le risorse foraggere locali, compresi i pascoli alpini nella stagione di alpeggio. Nella nostra regione le pratiche di monticazione sono più di mille, con in tutto 165mila capi bovini che salgono ai pascoli, fra cui 100mila capi in provincia di Cuneo e 43mila bovini nelle aree montane torinesi. Per tutto questo va sostenuta la qualità delle nostre carni, frutto di investimenti in genetica e benessere – nel pieno rispetto dei disciplinari produttivi – e della modernizzazione delle stalle. Investimenti che vanno riconosciuti lavorando anche a una diversa ripartizione degli utili nell’ambito delle filiere. Gli investimenti degli allevatori vanno riconosciuti attraverso un equo prezzo alla stalla dei capi».

 

-48-ColdirettiTorino2021

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