Inverno e legumi: un binomio vincente. Piselli, fagioli, ceci e lenticchie sono presenti sulle tavole di più di un italiano su due che li mangia almeno qualche volta a settimana. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti su dati Istat in occasione della Giornata mondiale dei legumi che si celebra il 10 febbraio, istituita dall’Organizzazione delle Nazione Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) come un’opportunità per aumentare la consapevolezza dei benefici dei legumi per la salute e per contribuire a sistemi alimentari sostenibili.
In Piemonte si producono i fagioli: sono 1.500 gli ettari coltivati a fagiolo e spiccano, soprattutto, il Fagiolo Igp Cuneo di cui, ogni anno, ne vengono certificati circa 150 quintali, e quello di Saluggia che rientra nei PAT, ovvero è un Prodotto Agroalimentare Tradizionale, che viene specialmente impiegato per la preparazione del tipico risotto vercellese: la Panissa. Sul fronte nutrizionale i legumi sono un’ottima fonte di proteine e di fibre alimentari, utili per controllo dei livelli di glucosio e colesterolo nel sangue. Contengono di sali minerali, come ferro, calcio, potassio, fosforo e magnesio, vitamine del gruppo B e, quando sono freschi, anche vitamina C. Dal punto di vista ambientale le piante di legumi hanno un importante ruolo nella difesa della fertilità dei suoli grazie alla loro capacità di fissare l’azoto al terreno, riducendo l’uso di concimi chimici e contribuendo alla difesa delle acque e dell’ambiente.
“Le nostre coltivazioni sono minacciate dalla concorrenza di prodotti a basso costo e scarsa qualità, spesso incentivati da accordi commerciali. È fondamentale garantire che tutti i prodotti in ingresso nel nostro paese e nell'Unione Europea rispettino gli stessi standard, assicurando che gli alimenti, italiani e stranieri, siano sottoposti a percorsi di qualità simili in termini di ambiente, lavoro e salute. È anche necessario rivedere gli accordi commerciali che facilitano l'importazione di prodotti esteri, applicando tre principi chiave: parità di condizioni, efficacia nei controlli e reciprocità delle normative. Inoltre è importante garantire piena trasparenza su tutti i legumi presenti sugli scaffali. Soprattutto per il prodotto in scatola, in lattina, in vetro, è forte il rischio di trovare prodotto secco di importazione, reidratato e confezionato in Italia, per diventare poi magicamente made in Italy. Ecco perché Coldiretti chiede un sistema di etichettatura d’origine obbligatoria che riporti la stessa informazione obbligatoria per i legumi freschi, ovvero il luogo di coltivazione. Per evitare il rischio di un falso Made in Italy, è consigliabile intanto scegliere legumi che indichino esplicitamente l'origine nazionale, come per i prodotti Dop e Igp, o acquistare direttamente dagli agricoltori nei mercati di Campagna Amica presenti in tutto il nostro territorio”, spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale.
