5 Marzo 2021
Suini: a un mese dall’etichetta di origine Made in Italy le quotazioni dei suini sono salite del dieci per cento

A un mese dall’entrata in vigore dell’etichetta d’origine Made in Italy su salami, mortadella e prosciutti le quotazioni dei maiali nazionali sono salite del 10 per cento per effetto di un aumento settimanale costante in tutte le sedute delle Cun, Commissioni uniche nazionali. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti sugli effetti dell’obbligo, scattato il 31 gennaio 2021, che ha impresso una inversione di tendenza alle quotazioni che erano crollate ai minimi.

«Alla luce di questi risultati Coldiretti considera necessario – commenta Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino – intensificare i controlli sugli scaffali di negozi e supermercati per garantire l’effettivo rispetto dell’obbligo di indicazione di origine su tutti i prodotti a base di carne di maiale per tutelare l’intera filiera fino ai consumatori. L’etichetta, voluta da Coldiretti, obbliga ad indicare la provenienza della carne nei salumi e consente di smascherare l’inganno della carne straniera spacciata per italiana. Una misura importante per consumatori e allevatori che devono peraltro confrontarsi con il forte aumento delle materie prime per l’alimentazione degli animali che compromette la sostenibilità economica dell’attività. Un passo aventi molto importante per il Piemonte dove la filiera suinicola conta tremila aziende, un fatturato di 400 milioni di euro e un milione e 200mila capi destinati, soprattutto, ai circuiti tutelati delle principali Dop italiane per la preparazione della miglior salumeria nazionale. Oggi è opportuno costruire con le agroindustrie presenti sul territorio delle filiere per valorizzare i salumi Made in Piemonte».

Il decreto sui salumi prevede che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le informazioni relative a: “Paese di nascita: (nome del Paese di nascita degli animali); “Paese di allevamento: (nome del Paese di allevamento degli animali); “Paese di macellazione: (nome del Paese in cui sono stati macellati gli animali)”. Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell’Unione europea o extra europea, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: UE”, “Origine: extra UE”, “Origine: Ue e extra UE”. E consentito lo smaltimento delle scorte fino ad esaurimento. Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso Paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: (nome del Paese)”.

«Questo significa – chiude Fabrizio Galliati - che il cittadino consumatore, per scegliere salumi ottenuti da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia, deve semplicemente cercare la presenza esclusiva della scritta Origine Italia o la dicitura “100% italiano”».

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