30 Gennaio 2008
Ricondizionamento dei pozzi utilizzati dalle imprese agricole

TORINO – In tutta la provincia torinese ci sono duemila pozzi utilizzati in agricoltura ancora da controllare ed eventualmente da ricondizionare per evitare il rischio di inquinamento delle falde profonde. Questo uno degli argomenti affrontati durante il recente tavolo verde che ha riunito Coldiretti, Confagricoltura e Cia, con gli assessori provinciali all’Agricoltura, Sergio Bisacca, e alle Risorse idriche, Dorino Piras.
Riccardo Chiabrando, presidente Coldiretti Torino, spiega. "Abbiamo ricordato alla Provincia che il tempo a disposizione per effettuare le perizie e gli accertamenti sui pozzi necessari ad ottenere lo stato di consistenza è limitato. In caso di pozzi di non recente costruzione, non dotati di fori per l’ispezione, la perizia e gli accertamenti possono anche comportare una spesa che superare i mille euro. Lo stato di consistenza va redatto in questi mesi. I pozzi che non rispettano gli obblighi previsti dalla normativa, rispetto al pericolo della miscelazione delle falde idriche, dovranno essere messi a norma, secondo le prescrizioni della Provincia, entro il 2016".
Pier Luigi Cavallino, vicepresidente Coldiretti Torino, aggiunge: "La Provincia ha ammesso che si tratta di un problema da non sottovalutare e si è detta disponibile a concertare gli interventi necessari a regolarizzare i pozzi utilizzati in agricoltura, senza tralasciare il tema del reperimento delle risorse disponibili per l’intera operazione. In tutta la provincia seimila imprenditori hanno denunciato la titolarità di uno o più pozzi. Dalle prime stime i pozzi da ricondizionare dovrebbero essere duemila. Il tavolo ha registrato una sintonia di intenti fra la Provincia, le organizzazioni agricole ed i rappresentanti dei Consorzi idrici. Gli incontri proseguono".

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