18 Novembre 2022
Nuovo ponte di Carignano, salviamo i campi fertili

Per la sostituzione del vecchio ponte sul Po tra Carignano e Villastellone sulla strada provinciale 122 Coldiretti Torino chiede che non venga consumato suolo agricolo e non venga aggravata la fragilità idrogeologica della zona.

Per la sostituzione del ponte la Città Metropolitana è appena stata incaricata di realizzare la progettazione che verrà illustrata lunedì 21 novembre nella Conferenza dei servizi. Le diverse ipotesi prevedono anche nuova viabilità di accesso con nuovi rilevati e conseguenti espropri di terreni.

«Da tempo – ricorda il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – abbiamo avviato un’interlocuzione con la Città metropolitana di Torino perché in tutti i nuovi progetti viari sia evitato nuovo consumo di suolo. Il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo e i consiglieri delegati competenti, a parole, hanno mostrato la propria disponibilità ma, da Lombardore a Carignano, ci troviamo sempre di fronte a progetti che prevedono espropri di aree fertili. Inoltre, continua l’atteggiamento che non include nelle consultazioni anche il mondo agricolo se non dopo nostre sollecitazioni».

Le opzioni progettuali prevedono sia la realizzazione di un nuovo ponte a fianco di quello esistente (che potrebbe rimanere per il transito ciclabile) sia la costruzione più a nord con una bretella di accesso in rilevato e relativa rotonda. «Noi proponiamo una sostituzione del ponte esistente con minimo allargamento della sede stradale oppure l’opzione che prevede la realizzazione accanto al ponte esistente. Siamo fermamente contrari agli altri progetti sia perché andrebbero direttamente a distruggere per sempre campi molto fertili sia perché durante le piene del Po (consuete in quella fascia fluviale modellata dal fiume) i nuovi rilevati sarebbero un ostacolo al deflusso delle acque».

Coldiretti Torino chiede all’Amministrazione della Città metropolitana guidata dal sindaco metropolitano Stefano Lo Russo un cambio di atteggiamento politico verso il mondo agricolo.

«Siamo stufi di essere contattati solo quando si tratta di dare gambe ai progetti della Città metropolitana che hanno bisogno dei produttori agricoli ma vogliamo essere considerati partner per l’intero sviluppo del territorio metropolitano a partire dai progetti di nuove infrastrutture. L’agricoltura è un’attività economica strategica che ha bisogno del suolo, non possiamo continuare a subire una visione che considera i campi solo come terreni liberi facili da espropriare».

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