13 Dicembre 2019
L’agricoltura Made in Piemonte merita un’altra velocità al più presto”

20mila Coldiretti in piazza per “Bôgia Piemunt: il tuo futuro siamo noi!”

TORINO Un SOS per l’agricoltura Made in Piemonte: non c’è più tempo da perdere, serve un’altra velocità. Questo hanno chiesto alla Regione Piemonte i 20 mila agricoltori che, da tutto il Piemonte, sono arrivati nel centro di Torino, tra piazza Vittorio Veneto, via Po e piazza Castello, per quella che è stata la più grande manifestazione mai organizzata, negli ultimi anni, proprio nel cuore della città. Quel cuore pulsante, tradizionalmente industriale, ma nel quale ora l’agricoltura riveste un ruolo importante poiché 100mila persone ogni giorno, con il loro lavoro nelle campagne e nelle zone montane, contribuiscono a rendere l’agroalimentare piemontese l’unico settore in crescita con il più 8 per cento registrato nel 2018.

“Una richiesta fortemente sentita e contenuta già nel titolo della manifestazione di oggi: il Piemonte deve muoversi con un’altra velocità – afferma Fabrizio Galliati presidente di Coldiretti Torino e vice presidente di Coldiretti Piemonte -. I nostri agricoltori difendono la biodiversità e il Piemonte ne è ricco con ben 14 Dop, 9 Igp, 18 Docg, 42 Doc e oltre 40 Sigilli di Campagna Amica. Gli agricoltori presidiano territori altrimenti disabitati, riducendo il rischio del dissesto idrogeologico e gli effetti dei cambiamenti climatici. Gli agricoltori producono cibo sano, sicuro e rigorosamente controllato dalle strette normative che vigono nel nostro Paese. Per continuare a fare tutto ciò, garantendo oltretutto occupazione ed economia territoriale, è necessario che la Regione Piemonte cambi passo di marcia e si impegni concretamente».

Fabrizio Galliati aggiunge: «Per questo abbiamo voluto mettere al centro dell’attenzione l’agricoltura a 360 gradi. Dalla problematica della fauna selvatica, visto che in Piemonte negli ultimi 6 anni si sono registrati 7.000 incidenti, con una media pari a circa 1.200 incidenti l’anno, ma con la tendenza ad aumentare, alla distribuzione delle risorse rimaste per il Psr 2014-2020 che deve dare priorità alle misure legate all’imprenditorialità giovanile visto che un giovane su 3 risulta escluso dai finanziamenti. Dai tagli alla burocrazia inutile alla necessità di costringere le industrie di trasformazione e la grande distribuzione a retribuire in modo equo il lavoro degli agricoltori. Dai controlli sulle importazioni alla trasparenza lungo le filiere, in particolare, dopo l’estate appena trascorsa, quella frutticola necessità di attenzione. E anche il presidente Cirio, durante l’evento  “Frutta e legalità”, organizzato da Coldiretti Piemonte lo scorso 28 giugno a Torino, si era impegnato a creare un osservatorio per controllare le storture che avvengono. Occorre poi portare il meglio del cibo Made in Piemonte nelle mense scolastiche ed ospedaliere, poiché nella nostra regione vengono erogati circa 105 milioni di pasti all’anno per oltre 400 milioni di fatturato annuale. Occorre poi valorizzare i nostri allevamenti eliminando obblighi anacronistici come quello del periodo prestabilito di demonticazione, anche alla luce dei sempre più evidenti cambiamenti climatici. Esiste poi l’urgenza di predisporre misure che possano consentire una più corretta gestione delle acque e degli alvei dei fiumi, non solo durante l’emergenza degli alluvioni, per la salvaguardia dei territori. Non dimentichiamo, certamente, tra le priorità che siamo ai blocchi di partenza per la stesura del nuovo Psr col quale possiamo scrivere davvero una nuova pagina per l’agricoltura piemontese e dare un futuro all’economia del nostro Piemonte. Tante proposte concrete a costo zero, attivabili fin da subito solo, però, con un assessorato che non dorma e che non vada nella direzione opposta”.

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