25 Gennaio 2008
Gli allevatori scendono in piazza in difesa del latte delle stalle piemontesi

TORINO – "Gli allevatori si preparano a scendere in piazza per difendere il latte piemontese. La mobilitazione è conseguenza dello scioglimento, con un nulla di fatto, del tavolo regionale sul latte e questo fallimento è dovuto all’ottusità degli industriali del latte subalpini". Riccardo Chiabrando, presidente Coldiretti Torino motiva così il severo giudizio che arriva dai berretti gialli dopo la rottura delle trattative: "Oggi gli industriali comprano il latte piemontese alla stalla pagandolo 37 centesimi il litro per poi venderlo ai consumatori a 1,60 euro. In questi ultimi mesi la crisi energetica ha fatto lievitare i costi delle materie prime. I produttori hanno chiesto un adeguamento di stima in modo da avvicinare il prezzo alla stalla a quello riconosciuto agli allevatori lombardi, ossia 42 centesimi. Attualmente gli allevatori non riescono a pareggiare i costi di produzione, anche perché il leggero aumento di prezzo, portato a casa nella scorsa annata produttiva, viene completamente eroso dai rincari di mangimi e cereali. Gli industriali hanno spiegato che i consumi sono diminuiti e che vi è molto prodotto ancora invenduto: affermazioni che hanno dell’incredibile perchè, sino a pochi mesi fa, avevano sempre sostenuto che il latte in Piemonte non era sufficiente al fabbisogno e che erano costretti ad approvvigionarsi fuori Regione. Sempre gli industriali si sono detti indisponibili a distribuire l’aumento del costo del latte alla stalla all’interno della filiera e non hanno altresì preso in considerazione la proposta di mediazione portata avanti dall’assessore all’Agricoltura Taricco.".
Emilio Fugazzi, direttore Coldiretti Torino, aggiunge: "La situazione è grave ed esige risposte conseguenti da parte del mondo agricolo. Vogliamo anche evidenziare che a campagna produttiva in corso, senza che sia cambiato il costo del latte alla stalla, alcuni industriali hanno aumentato il prezzo del latte al consumo". Giorgio Ferrero, presidente Coldiretti Piemonte, continua: "Ormai la misura è colma e sembra proprio non esserci più spazio per la concertazione. Siamo dispiaciuti, ma la colpa di ciò non è certo del mondo agricolo. Coldiretti, da mesi, ribadisce la necessità di un adeguamento del valore del latte alla stalla".
Chiabrando e Fugazzi concludono: "La Consulta provinciale latte della Federazione ha deciso di avviare una serie di iniziative per difendere le imprese agricole dall’attacco cui sono sottoposte. Si tratterà di azioni corali che i berretti gialli organizzeranno nei prossimi giorni, di concerto con le altre Federazioni provinciali e con il livello regionale. Sono in programma anche iniziative rivolte ai consumatori per spiegare che gli allevatori della Regione Piemonte sono stufi di produrre con competenza e professionalità latte di qualità senza avere un giusto e adeguato riconoscimento economico dalla parte industriale. Gli imprenditori Coldiretti ritengono inaccettabile che il latte piemontese sia fra i meno pagati d’Italia".

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