26 Gennaio 2021
Gli agricoltori di Coldiretti dicono “No” al progetto di pedemontana del Canavese

RIVAROLO CANAVESE Gli agricoltori di Coldiretti dicono “No” al progetto della pedemontana  del Canavese. Silvia Marchetto, imprenditrice agricola, presidente della sezione Coldiretti di Rivarossa, spiega: «Per noi agricoltori il progetto della pedemontana del Canavese non è un’opera utile. Invece di progettare una nuova arteria meglio sarebbe migliorare la viabilità esistente, che, comunque, negli anni è già stata oggetto di interventi positivi».

«Questo progetto è un’opera che andrebbe a coinvolgere in modo pesante l’agricoltura della zona, con significativi impatti negativi sui terreni di una quindicina di aziende agricole, in parte condotte da giovani – chiude Silvia Marchetto, che conduce un’azienda a indirizzo cerealicolo zootecnico, con 250 capi di Frisona in stalla che producono latte viene conferito al Caseificio Longo, di Bosconero –. I terreni interessati dal progetto sono fertili e irrigui e sono coltivati a grano, mais e prati. E’ poi tutta da dimostrare la tesi che sia necessaria una nuova arteria per risollevare le sorti dell’industria locale che forse è in crisi per ben altri motivi».

Daniele Ferrari, segretario della Coldiretti della zona di Rivarolo, aggiunge: «Il mondo agricolo, avuta notizia del progetto di pedemontana del Canavese, si è attivato. Abbiamo organizzato incontri con gli agricoltori di Rivarolo, Front, Busano e Favria, per informare sul progetto. In agenda abbiamo un tavolo di confronto con tutti gli attori: ci interessa capire se quest’opera trova una reale giustificazione. Abbiamo poi chiesto un incontro con la Seconda commissione del Consiglio regionale che si occupa di Viabilità. La realizzazione di nuova arteria porta alla sottrazione di nuovo terreno agricolo fertile, con la formazione di reliquati su un buon numero di campi, con danni significativi alle imprese agricole e la riduzione delle loro capacità produttive».

Andrea Repossini, direttore di Coldiretti Torino, è sulla stessa linea: «Il progetto risale ad almeno 15 anni fa. E’ innegabile che, in tutti questi anni, molte cose sono cambiate e anche drasticamente. Prima di proseguire con il progetto forse conviene riunire attorno a un tavolo tutti i soggetti e le istituzioni interessate per capire se è reale la necessità di una nuova arteria. In linea di massima nelle riunioni sin qui convocate gli agricoltori sono contrari a questa ipotesi progettuale. Chiedono un confronto allargato a tutti i soggetti: lo sviluppo di artigianato e industria non può andare a discapito del mondo agricolo».

-03-ColdirettiTorino2021

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