13 Dicembre 2019
Giornata mondiale del suolo: per Coldiretti è urgente approvare legge sul consumo del suolo per proteggere il territorio piemontese

In provincia di Torino nel 2018 si è invertita la rotta e si è iniziato a recuperare terreno

 

TORINO L’ultima generazione è responsabile della perdita in Italia di oltre un quarto della terra coltivata a causa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia negli ultimi 25 anni ad appena 12,8 milioni di ettari. Questo emerge da una analisi della Coldiretti (www.coldiretti.it) divulgata in occasione della Giornata mondiale del suolo celebrata il 5 dicembre.

In regione Piemonte il consumo di suolo complessivo è di 175.000 ettari, pari quindi al 6,9% della superficie totale regionale che è di 2.540.000 ettari. In termini assoluti la provincia di Torino, con oltre 59.800 ettari di superficie consumata, è la provincia con il valore più alto, seguita nell’ordine da Cuneo (37.800), Alessandria (26.450), Novara (15.100), Asti (11.507) Vercelli (10.600), Biella (7.400) e in ultima posizione dalla provincia del Verbano Cusio Ossola con circa 6.500 ettari. La provincia di Torino si conferma, quindi, come l’ambito che contribuisce maggiormente al fenomeno di consumo complessivo regionale incidendo per il 34,1% seguita da Cuneo (21,6%), Alessandria (15,1%), Novara (8,6%), Asti (6,6%), Vercelli, (6,1%), Biella (4,3%) e Verbano Cusio Ossola (3,7%). Infine, circa il 70% delle aree consumate insistono su suoli agricoli.

Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino, informa: «In Piemonte il consumo di suolo percentuale si attesta su valori al di sotto della media nazionale e decisamente più contenuto rispetto ad altre regioni del nord Italia. Tuttavia il fenomeno non si arresta e si assiste ad un progressivo incremento del suolo consumato che per il 2018 si quantifica in circa 220 ettari. In controtendenza Torino che inverte la rotta e inizia a recuperare terreno, 7 ettari di suolo riconquistati nel 2018».

Il presidente di Coldiretti Torino commenta: «La disponibilità di terra coltivata significa produzione agricola di qualità, sicurezza alimentare e ambientale per i cittadini nei confronti del degrado e del rischio idrogeologico.  Su un territorio meno ricco e più fragile per il consumo di suolo si abbattono i cambiamenti climatici con le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire. Per questo, se non poniamo un argine al consumo di suolo perdiamo un'opportunità in termini di sviluppo economico e occupazionale per l'intero Paese oltre al fatto che c'è un tema che riguarda l'ambiente, la sicurezza e la qualità della vita».

Fabrizio Galliati, chiude così: «Coldiretti chiede di accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo, da anni bloccata in Parlamento. L’obiettivo è dotare finalmente l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del territorio».

 

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