23 Novembre 2022
Coldiretti Torino, “Vogliamo un prezzo giusto per la nostra frutta”

Una folta rappresentanza dei frutticoltori del Torinese ha partecipato oggi al blitz di Coldiretti “SOS Frutta” in piazza Castello a Torino per protestare contro i prezzi troppo bassi imposti agli agricoltori e contro le pratiche sleali che strozzano le aziende agricole nonostante una norma dello Stato le vieti esplicitamente.

In rappresentanza di Coldiretti Torino hanno portato il saluto dal palco la vice presidente Tiziana Merlo e il vice direttore Giancarlo Chiesa insieme ad alcuni rappresentanti dei frutticoltori.

La frutta è un comparto importante dell’agricoltura nel territorio della città metropolitana di Torino. Soprattutto nel Pinerolese ma anche nel Chierese e in una parte del Canavese la produzione di mele, pere, pesche, kiwi, piccoli frutti rappresenta una quota fondamentale della produzione del Piemonte che, a sua volta, è una delle regioni più importanti d’Italia e d’Europa per l’export di frutta.

Le preoccupazioni denunciate nel corso del blitz erano già state raccolte dalla commissione provinciale frutta di Coldiretti Torino a settembre, in piena raccolta delle mele.

«La frutta è uno dei cibi vanto della Dieta Mediterranea – osserva il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – È un alimento consigliato dai nutrizionisti e il suo consumo è incentivato attraverso le iniziative di educazione alimentare nelle scuole. Eppure questo valore per la nostra alimentazione non viene riconosciuto a chi la frutta la produce. Le aziende agricole si sentono prese in giro quando si vedono offrire dai 15 ai 20 centesimi al Kg dopo investimenti onerosi in impianti e dopo avere portato a termine un’annata così difficile ottenendo, comunque, una frutta squisita. Sono prezzi ridicoli se si pensa che i costi di produzione sono di almeno 40-50 centesimi al Kg e quando al consumatore un kg di mele o pere viene venduto a 2,50 euro».

Per capire come si rispetta il lavoro degli agricoltori basta andare nei mercati di Campagna Amica dove i produttori, vendendo direttamente la propria frutta riescono a ottenere la giusta remunerazione per il loro lavoro. «Chiediamo ai consumatori di sostenerci in questa battaglia. Di venire ai mercati di Campagna Amica a parlare con i nostri produttori per capire cosa significa coltivare la frutta. Agricoltori e consumatori devono essere alleati nel sostenere un comparto strategico per la sana alimentazione come quello frutticolo».

La prima battaglia per il presidente di Coldiretti Torino va ingaggiata incalzando la grande distribuzione. «Non possiamo più tollerare promozioni sulla frutta, ma in generale su tutti i prodotti agricoli, che promuovono il punto vendita ma dove il supermercato chiede ai produttori di fornire frutta a prezzi ancora più bassi: le promozioni se le deve pagare il supermercato e non devono essere un’ulteriore vessazione per gli agricoltori».

Per la produzione nei frutteti Coldiretti Torino saluta con soddisfazione l’introduzione da parte del governo (su sollecitazione Coldiretti) dei buoni lavoro fino a 10mila euro. «Le produzioni di frutta hanno bisogno, per loro natura, di lavoro temporaneo e stagionale. C’è bisogno di forme contrattuali flessibili che permettano alle aziende di svolgere i lavori di cura delle piante e di raccolta dei frutti ma che permettano anche a tante persone di trovare lavoro in agricoltura in modo regolare e tutelato. I nostri produttori chiedono solo cose semplici: essere pagati il giusto prezzo e non subire la concorrenza sleale dei paesi dove si sfrutta la manodopera e dove non esistono le nostre stesse normative ambientali e sanitarie. La nostra frutta è sicura, è buona ma deve anche essere giusta».

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