15 Dicembre 2020
Coldiretti: «L’agricoltura Made in Piemonte è capace di attrarre sempre più giovani»

In Piemonte, in controtendenza rispetto all’andamento generale nel 2020, con la crisi provocata dall’emergenza Covid, si registra un balzo del 14 per cento del numero di giovani imprenditori in agricoltura, rispetto a cinque anni fa. Emerge questo da un’analisi della Coldiretti, sulla base delle iscrizioni al Registro delle Imprese di Unioncamere, dati del settembre 2020. Iscrizioni che evidenziano una corsa alla terra degli under 35 che provengono da altre attività produttive, dall’industria al commercio.

In Piemonte, sulla base dei dati Unioncamere Piemonte, su dati Istat aggiornati al 30 settembre 2020, sono 3.645 le imprese under 35 attive in campo agricolo e spiccano rispetto a settori quali il manifatturiero. «Un dato che dimostra come l’agricoltura Made in Piemonte sia capace di offrire ancora delle traiettorie di futuro per noi giovani – spiega Danilo Merlo delegato Giovani Impresa Coldiretti Piemonte -. La presenza dei giovani ha di fatto rivoluzionato il lavoro agricolo dove, a livello nazionale, sette imprese under 35 su dieci operano in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, fino alle fattorie didattiche, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale, l’agribenessere e la cura del paesaggio».

Giovanni Benedicenti, delegato Giovani Impresa Coldiretti Torino, aggiunge: «E’ quanto mai necessario investire sull’agricoltura, settore strategico per far ripartire l’Italia, grazie anche ai giovani imprenditori, attenti all’innovazione e alla sostenibilità. Oggi l’agricoltura ha bisogno di nuova linfa che le giovani generazioni sanno portare, grazie a nuove idee che maturano e nascono da esigenze e sperimentazioni e si concretizzano in progetti reali E’ proprio per questo che, anche alla luce della crisi causata dal Covid-19, sono fondamentali le misure a sostegno del mondo agricolo giovanile, motore della nostra economia, come quelle previste dalla Pac, Politica agricola comune e dal Psr, Programma di sviluppo rurale, che forniscono la possibilità di realizzare le nostre progettualità. Chiediamo però di sburocratizzare e snellire le procedure che frenano l’utilizzo di queste risorse messe a disposizione del settore agricolo».

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