30 Luglio 2020
Coldiretti: «Con una radicale semplificazione del voucher “agricolo” 25mila italiani disponibili al lavoro con i buoni vendemmia»

 

Torino, 30 luglio 2020

 

Coldiretti: «Con una radicale semplificazione del voucher “agricolo” 25mila italiani disponibili al lavoro con i buoni vendemmia»

 

Almeno 25mila posti di lavoro occasionali per gli italiani potrebbero essere disponibili per la vendemmia alle porte con una radicale semplificazione del voucher “agricolo”. E’ la proposta che emerge da una analisi della Coldiretti alla vigilia della partenza delle attività di raccolta, messe a rischio dalla mancanza di manodopera, proprio nella fase più delicata della stagione.

I voucher – ricorda la Coldiretti – sono stati per la prima volta introdotti in Italia proprio solo per la vendemmia il 19 agosto 2008, con circolare Inps con l’obiettivo di ridurre burocrazia nei vigneti e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati che sono andate perdute in seguito all’abrogazione dovuta ai casi di abuso favorito ad un eccessivo allargamento ad altri settori e che in realtà non hanno riguardato il settore agricolo. Un danno enorme per le imprese agricole reso ora ancora più evidente dall’emergenza sanitaria che ha di fatto privato le campagne anche dall’apporto dei lavoratori agricoli stranieri a partire dai rumeni, la comunità più presente nelle campagne italiane, con 100mila stagionali di fatto bloccati dalla pur legittima ordinanza che dispone la quarantena per i cittadini che negli ultimi 14 giorni abbiano soggiornato in Romania e Bulgaria.

Oltre alle operazioni di raccolta estive, che vanno dalla frutta agli ortaggi, il vincolo della quarantena potrebbe limitare anche gli arrivi per la vendemmia. Il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, ha inviato una lettera al ministro della Salute, Roberto Speranza, proprio in riferimento alla proroga dello stato di emergenza, chiedendo la possibilità di trovare delle soluzioni alternative per evitare di compromettere il risultato dell’intera annata agraria, ferme restando le necessità di non abbassare l’attuale livello di attenzione alla sicurezza sanitaria.

«In Piemonte sono proprio i lavoratori provenienti dai Paesi dell’est a essere impiegati nella raccolta dell’uva – spiega Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino -. Si tratta spesso delle medesime persone che ogni anno attraversano il confine per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese. Una possibilità che consente di garantire professionalità ed esperienza alle imprese agricole italiane con le quali si è instaurato un rapporto di fiducia. Molti di questi lavoratori si trovano già in Italia anche se permane una preoccupazione che il vincolo della quarantena limiti gli arrivi per la vendemmia che tradizionalmente inizia nel nostro territorio a fine agosto con il Moscato e i vini aromatici e termina e fine ottobre con i vini rossi corposi, come il Nebbiolo. In questo contesto serve un intervento urgente con una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa ridurre la burocrazia e consentire anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui tanti lavoratori sono in cassa integrazione e le fasce più deboli della popolazione sono in evidente difficoltà economica».

 

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