4 Maggio 2020
Coldiretti: Agriturismi, il bonus a fondo perduto della Regione Piemonte è una buona notizia. Ora occorre sospendere alcune tasse, a partire dalla Tari

TORINO - Nell’ambito di “Riparti Piemonte”, è stata varata dalla Regione Piemonte una misura che prevede un bonus a fondo perduto di 2.500 euro per gli agriturismi, fortemente colpiti dalla chiusura dell’attività a causa dell’emergenza coronavirus.

«Viviamo un periodo estremante difficoltoso per gli agriturismi. Avere avuto mesi di inattività, è stato drammatico per i conti delle nostre aziende – commenta Jacopo Barone, presidente dei 52 Agriturismi di Campagna Amica di Torino –. Questi 2.500 euro di bonus possono sembrare pochi, ma comunque sono un segnale per una pronta ripresa. In queste settimane di pandemia gli agriturismi di Campagna Amica non sono comunque rimasti fermi. Siamo andati incontro alla clientela preparando e portando a domicilio i pasti preparati da noi, cuochi contadini. Un modo per garantire ai cittadini una tavola “apparecchiata” a casa, direttamente con prodotti freschi e di qualità, nell’ambito della campagna #MangiaItaliano e a difesa del made in Piemonte, del territorio, dell’economia e del lavoro».

A beneficiare del bonus Piemonte, per un valore complessivo di 88 milioni di euro, saranno 37.246 aziende piemontesi, tra cui 300 agriturismi di Campagna Amica presenti su tutta la regione Piemonte.

«Ringraziamo il presidente Cirio per aver posto attenzione agli agriturismi – afferma Fabrizio Galliati, presidente di Coldiretti Torino – che dall’inizio dell’emergenza sanitaria stanno vivendo un momento di forte crisi. In quella che viene definita la Fase 2, le strutture agrituristiche sono quelle che, avendo ampi spazi all’aperto, riescono a garantire più facilmente il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. In vista della riapertura, chiediamo alla Regione Piemonte di considerare l’agriturismo, come già precedentemente fatto, al pari degli alberghi e di altri tipologie di strutture ricettive al fine di poter permettere il pernottamento di coloro che possono muoversi, per comprovate esigenze, nell’ambito della regione. Infine, proprio a fronte delle rilevanti perdite economiche subite dal comparto agrituristico, è necessario prevedere la sospensione di specifiche tasse, come la Tari».

 

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