22 Novembre 2022
Carmagnola, a rischio cemento altri 60 ettari di terreni fertili

A Carmagnola stiamo assistendo a un nuovo grave attacco all’agricoltura e all’ambiente in una della aree più produttive del Torinese coltivata da una quindicina di aziende agricole. Oltre 60 ettari di terreni fertili potrebbero essere, presto, interessati dall’ennesima vasta cementificazione nella zona sud della provincia di Torino. Si tratta di terreni coltivati per lo più a mais con una produzione che supera i 42mila quintali: una resa eccezionale che ha pochi riscontri in Piemonte e che serve all’autosufficienza delle aziende zootecniche di bovini della pregiata razza piemontese, vanto agroalimentare di Carmagnola. Ma la grande area è anche una delle migliori disponibili per realizzare progetti di ampliamento delle produzioni del peperone di Carmagnola su cui la Città investe buona parte della sua promozione organizzando anche la celebre Fiera nazionale di settembre.

«Siamo venuti a conoscenza di questa nuova speculazione che vorrebbe ricoprire di capannoni i terreni più produttivi di questa zona già gravemente ferita dalla piaga del consumo di suolo» avverte il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici. «Non staremo a guardare. Difenderemo le attività agricole e le produzioni di cibo da questo ennesimo attacco convinti che sia nostro dovere affermare il principio che l’agricoltura sia un’attività economica oggi più che mai strategica. Se a Carmagnola c’è l’esigenza di realizzare una nuova area produttiva o un’area a servizi proponiamo l’utilizzo degli oltre 50 ettari delle storiche acciaierie: un’area già compromessa che necessita una nuova destinazione produttiva».

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