Torino – “La nuova imposta municipale unica (Imu) introdotta dal Governo, ha un notevole impatto sui fabbricati rurali e sui terreni. Il provvedimento, così come è attualmente, colpisce pesantemente il settore agricolo che, oltre a vivere una stagione di difficoltà dei prezzi di vendita dei prodotti, si trova a dover fare i conti con una manovra economica doppiamente gravosa, poiché gli imprenditori agricoli scontano, oltre la ‘patrimoniale agricola’ con l’Imu, tutti gli aumenti previsti per i cittadini: Iva, accise carburanti, contribuzione previdenziale…”. Questo l’inizio della lettera che Coldiretti Torino nei giorni scorsi ha inviato a tutti i 315 sindaci dei Comuni della provincia subalpina.
Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Torino, afferma: «Il rilancio dell’economia italiana passa, significativamente, attraverso l’agroalimentare; a tal fine occorre prestare la massima attenzione nell’appesantire i costi di produzione che già incidono notevolmente. Un grande senso di responsabilità verso il nostro Paese ci ha portato a non manifestare in piazza di fronte alle iniquità che la manovra Salva Italia riserva al settore agricolo, soprattutto con l’Imu. Ma occorre ridurre ulteriormente l’impatto della nuova imposta nei confronti di chi ha scelto di vivere di agricoltura: coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. Esprimiamo, in tal senso, soddisfazione per la disponibilità espressa dal sottosegretario all’Economia, Vieri Ceriani, a promuovere sul tavolo tecnico un approfondimento sugli effetti dell’Imu in agricoltura, al fine di valutarne le iniquità da noi denunciate».
«Con la lettera – aggiunge Diego Furia, direttore di Coldiretti Torino – proponiamo ai sindaci di adottare la facoltà, prevista dalla norma, di mitigare l’impatto dell’Imu sul settore agricolo, predisponendo un apposito provvedimento che dimezzi le aliquote ordinarie, in relazione ai fabbricati rurali strumentali alle attività agricole, al fine di poterne dare attuazione nei tempi e nei modi stabiliti dalla legge. Una particolare attenzione dovrà inoltre essere riposta nel valutare la smisurata incidenza dell’Imu su terreni o particolari colture, dove necessario. Il settore agricolo intende concorrere alla soluzione dei problemi del Paese, senza sottrarsi alle proprie responsabilità; non possiamo però permetterci di minare un tessuto di imprese che garantisce produzioni di eccellenza, occupazione, indotto e tutela del patrimonio territoriale».
La lettera di Coldiretti Torino ai sindaci dei Comuni del territorio si chiude così: “Il ruolo dell’agricoltura, determinante nella nostra realtà provinciale, necessita in questo contesto di un’attenzione che riequilibri, attenuandolo, il sacrificio che ogni addetto, come impresa e cittadino è tenuto a fornire”.
6 Febbraio 2012
Coldiretti chiede ai Sindaci di dimezzare le aliquote IMU per le imprese agricole